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Da spazio pubblico abbandonato a centro di cultura: la storia di Kilowatt Bologna

Da spazio pubblico abbandonato a centro di cultura: la storia di Kilowatt Bologna

Possiamo vivere senza cultura?
Il “tutto esaurito” della prima proiezione cinematografica al cinema Beltrade di Milano, ore cinque del mattino del 26 aprile scorso, ci dice che no, non possiamo. E che non ci bastano le presentazioni dei libri a distanza, i concerti in streaming, l’opera in diretta alla tv. Vogliamo tornare a riempire i teatri, i giardini, i cinema, i musei, i centri sociali e tutto il resto. La cultura oggi più che mai è uno spazio da condividere, un luogo da riempire, per ritrovarci.
E nelle sue forme più virtuose è anche una risposta alle difficoltà di chi fatica a trovare il proprio posto in questo mondo del lavoro che si evolve ad una velocità esagerata, alla mancanza di spazi in cui intrecciare esigenze famigliari e professionali, alla necessità di contaminare idee per costruire un mondo più desiderabile da abitare.

Proprio come accade negli spazi gestiti dalla cooperativa Kilowatt, che a Bologna ha rigenerato le Serre dei Giardini Margherita con una proposta culturale sperimentale e inclusiva. Un modello, “prima che un’organizzazione”, diventato un punto di riferimento in Italia.

Alle Serre si fa il pieno di progetti e creatività: qui sono stati realizzati spazi collaborativi come il Kworking, dove mamme e papà possono lavorare mentre i figli crescono dentro Kbaby, servizio educativo sperimentale per bambini da 0 a 6 anni. Gli spazi sono stati ripensati preservando la loro anima: quella che fino agli anni Ottanta era “la Gabbia del Leone” è diventata uno spazio polivalente che ospita eventi, laboratori e performance. Il vecchio orto oggi è uno spazio dove arte e natura si incontrano: tra il tavolo idroponico e un percorso di Land Art è possibile anche lavorare. E se volete mangiare naturale c’è Vetro, un nome che racchiude l’anima trasparente e attenta all’ambiente di questi spazi.

Spettacolo nella gabbia del leone. Fotografia di Lorenzo Burlando

Lo spazio di Kilowatt abbraccia tutta la città: attraverso il progetto Scuola Itinerante, ad esempio, i piccoli ospiti esplorano la città su un “walking wagon” ribattezzato Saetta, ideale per trasportare bambine e bambini in un’esperienza di apprendimento innovativa, che coniuga outdoor education e mobilità sostenibile, tessendo reti di relazioni. Non solo con il mondo esterno, ma anche all’interno delle Serre: un altro progetto, Scuola di Intrecci, permette ai bambini di incontrare e conoscere gli altri abitanti di questi spazi, co-worker, creativi, lavoratori, ai quali è chiesto di co-progettare un incontro laboratoriale, e di mettere in pratica il concetto di “comunità educante”.

Bambini di Kwbaby a bordo di Saetta, il walking wagon. Fotografia di Lorenzo Burlando

A fine marzo Kilowatt ha annunciato la prossima apertura (settembre 2021) di un nuovo cantiere di rigenerazione che parte dalla Serra Madre per estendersi all’intero complesso, 600 m2 coperti più 3.000 m2 parco annesso: le Serre diventeranno un centro di produzione artistica permanente, inclusivo e partecipativo dove “sostenibilità ambientale e cultura dialogano, per immaginare un futuro desiderabile e sostenibile”.
Il progetto è l’ultima tappa di un percorso iniziato 4 anni fa con la prima edizione del Festival Resilienze e ha vinto, tra gli altri, il bando Culturability 2020 di Fondazione Unipolis.

Sarà proprio Roberta Franceschinelli, responsabile e project manager del programma “Culturability” della Fondazione Unipolis, nonché presidente de “Lo Stato dei Luoghi”, a dialogare insieme alla socia fondatrice della cooperativa Kilowatt, Nicoletta Tranquillo, nell’incontro Spazio al futuro!: capiremo come dai “vuoti” delle nostre città possono nascere spazi pieni, ricchi di stimoli, di interazioni, di comunità. Vi aspettiamo mercoledì 5 maggio alle ore 18:30 qui sul sito!


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