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In cammino verso Genova, a vent’anni dal G8

In cammino verso Genova, a vent’anni dal G8

In cammino verso Genova, per ricordare e riflettere sui tragici fatti di vent’anni fa durante il G8 e le manifestazioni della società civile.

Sono partite negli scorsi giorni due carovane, che arriveranno nel capoluogo ligure il 19 luglio. Entrambe hanno preso il via da luoghi significativi: da Sant’Anna di Stazzema (in provincia di Lucca), in cui avvenne una delle più feroci stragi nazifasciste nel 1944, e da Boves (Cuneo) comune medaglia d’oro al valor militare e al valor civile per la Resistenza.

Sono già in cammino da nove giorni i volontari dell’associazione Repubblica Nomade, che hanno scelto di unire Sant’Anna “con la città che nel 2001 fu teatro di una ‘violazione di massa’ dei diritti umani e civili”. È partita sabato 3 luglio da Boves “Opposta direzione”, organizzata da Around the Walk, laboratorio errante che nasce da un’idea dei fotografi Pietro Vertamy e Ilaria Di Biagio: “A conclusione di ogni tappa una lettura pubblica offrirà un momento di riflessione sui temi della libertà e della resistenza, non intesa soltanto come ‘partigiana’, ma come scelta di vita e di lotta quotidiana”.

Le due carovane concluderanno i rispettivi viaggi uniti in un’ultima, simbolica tappa dalla caserma di Bolzaneto (dove venivano portati i manifestanti arrestati) fino alla scuola “Diaz” (teatro di un brutale pestaggio delle forze dell’ordine sui giovani che stavano dormendo) passando per Piazza Gaetano Alimonda (in cui fu ucciso Carlo Giuliani).

“La tutela della dignità della persona è al centro dei nostri pensieri, come il rifiuto della violenza -scrivono Lorenzo Guadagnucci e Antonio Moresco nella presentazione della carovana della Repubblica Nomade-. Affronteremo lungo il cammino, luogo per luogo, anche le questioni sociali e ambientali del momento, con visite guidate e incontri con singoli e associazioni. Oggi il cambiamento è urgente e sarà possibile solo attraverso la partecipazione popolare. Saremo a Genova con questo spirito, coscienti che nel 2001 le violenze e gli abusi di potere colpirono un movimento che aveva buone ragioni e giuste aspirazioni. Ragioni e aspirazioni che non vogliamo dimenticare e anzi riprendere e rilanciare in un mondo che nel frattempo è cambiato, ma non in meglio”. 


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